Professionalità nella musica attuale

inizio del corso: 13 settembre 2017
scadenza iscrizioni: 21 agosto 2017

Coordinatore: prof. DANIELE GOLDONI

Il concetto di professione sta cambiando significativamente, con i mutamenti nelle arti, nei mezzi (media), nell’economia.

Decisiva è stata la messa in discussione – in musica e in altre arti – di gerarchie e opposizioni ritenute insuperabili: fra arte alta e bassa, colta e popolare; fra generi come “classica”, “contemporanea”, jazz, il rock, la pop… Il fatto che queste opposizioni impallidiscano non significa né che i loro ‘oggetti’ abbiano perso totalmente identità storica e natura, né che siano scomparse dall’offerta musicale. Soprattutto le istituzioni (conservatori, università, teatri, festival) contribuiscono a mantenere queste classificazioni: per giusta conservazione della tradizione, per ragioni di mercato, talvolta per “resistenza istituzionale” dovuta alla conservazione del potere ma anche a inerzia e mancanza d’immaginazione strategica. Questi aspetti istituzionali sono declinati in modo particolarmente conservatore in Italia. Si pensi solo, p. es., alla separazione istituzionale, nell’istruzione musicale superiore, fra musica pratica (conservatori) e musicologia (atenei).

L’indebolimento delle distinzioni non implica che non si possa e debba distinguere fra musica di ricerca e musiche dedicate e più funzionali, secondo diverse funzioni; che non si distingua fra musica buona e cattiva; fra musicisti impreparati e musicisti bravi. Comporta, invece, che la professione musicale acquisti aspetti diversi, in concomitanza con il processo di formazione – in corso da decenni, ma con accelerazione recente – di una nuova area musicale.

Essa è molto trasversale, trae materiali dalla ricerca di provenienza “contemporanea”, dal jazz, dal rock, dalla pop, dalla musica elettronica, dalle esperienze dj. Con buone ragioni essa viene chiamata in Francia musique actuelle (in Germania Aktuelle Musik) a differenza della dizione “musique contemporanaine”, che resta prevalentemente connotata, nella comunicazione, spesso anche nelle pratiche dei suoi circuiti, dall’eredità delle avanguardie e delle neoavanguardie del secondo dopoguerra. La cosa ha conseguenze sulla natura della professione. Mentre le professionalità della musica ‘classica’ e ‘contemporanea’ resta dominio dei conservatori, delle accademie, dei teatri, dei festival – delle università per la musicologia –, mentre le professionalità della musica commerciale sono dominio delle case discografiche e delle aziende televisive, nella “musica attuale” la professionalità è un campo meno definito: apparentemente noto (p. es. per quanto riguarda i festival e rassegne jazz) oggi è per molti aspetti da concettualizzare e da reinventare. Chi intende svolgere la professione in questi campi, come musicista o/e come organizzatore, si trova su un terreno che va dal teatro prestigioso o dal grande festival al bar della propria città, con una vasta area di varie situazioni intermedie, molto diverse anche sotto l’aspetto contrattuale (l’oscillazione fra queste diverse situazioni è oggi frequentissima anche in riconosciuti professionisti, persino in aree tradizionalmente aperte alla sperimentazione come p. es. New York).

La diversità di qualità e responsabilità richiesta dalle occasioni apre a scelte diverse: la professione va dal cogliere il più alto numero possibile di ‘date’, dal fare il ‘turnista’, a perseguire un progetto, singolo o di gruppo, con una forte caratterizzazione poetica e comunicativa.

Troppo spesso sono chiamati “progetti” tour di musicisti che si aggregano occasionalmente, con poche prove alle spalle e scarso spessore. Riteniamo che una vera professionalità richieda una ricerca meditata e coerente (almeno per un certo periodo), singola o in gruppo.

Diversi progetti musicali interessanti sono risultati di un lavoro di ricerca con piccoli gruppi a geometria variabile, preferibilmente con un nucleo stabile che favorisce la reciproca conoscenza e fiducia. Lavorare con gruppi che eseguono il materiale musicale che essi stessi producono – componendo e/o improvvisando – è una modalità tipica di quest’area musicale, che ha il vantaggio di rompere la tradizionale divisione fra compositore, esecutore, ascoltatore e mantiene un contatto continuo fra l’invenzione musicale e il pubblico.

Il corso, di 40 ore (gratuito) tratterà di:

– caratteri della “musica attuale”

– come si pensa un progetto musicale

– come si progetta e si sviluppa un gruppo

– come si progettano eventi (festival, concerti etc.)

– musica live, case discografiche, uso della rete.

– aspetti giuridici e fiscali

Sono ammessi al corso un numero di 10-15 uditori. La frequenza è obbligatoria.
Alla conclusione vi sarà un attestato.

 

IL CALENDARIO:

Mercoledì 13 settembre (Palazzo Moro, Aula 3A, Cannaregio 2978)
ore 11-13 e 14-16
Introduzione al corso. Questioni della musica attuale (Goldoni-Rizzardi )

Giovedì 21 settembre (San Giobbe, Aula Volpato – Cannaregio 873)
ore 11-13 e 14-16
Come si parla e si scrive di musica. L’informazione come problema nella circolazione della musica attuale (Rizzardi)

Giovedì 28 settembre (San Giobbe, Aula Volpato – Cannaregio 873)
ore 11-13 e 14-16
Improvvisazione e tecniche compositive nel jazz. Management e marketing di un progetto/gruppo musicale (Fazzini)

Venerdì 6 ottobre (San Giobbe, Aula Volpato – Cannaregio 873)
ore 11-13 e 14-16
Formazione musicale istituzionale e non istituzionale (Troncon)

Mercoledì 11 ottobre (Palazzo Moro, Aula 3A, Cannaregio 2978)
ore 11-13 e 14-16
La professione nel jazz (Montellanico)

Venerdì 20 ottobre (San Giobbe, Aula Volpato – Cannaregio 873)
ore 11-13 e 14-16
Organizzare un festival jazz (Beldì )

Venerdì 27 ottobre (San Giobbe, Aula Volpato – Cannaregio 873)
ore 11-13 e 14-16
Lo sviluppo di un progetto e di un gruppo musicale (Mancuso)

Venerdì 3 novembre (San Giobbe, Aula Volpato – Cannaregio 873)
ore 10-14
Creazione di uno spettacolo: l’idea artistica, la sua sostenibilità economica e la gestione tecnico-amministrativa (Pupo)

Giovedì 9 novembre (San Giobbe, Aula Volpato – Cannaregio 873)
ore 11-13 e 14-16
I diritti della proprietà intellettuale nel campo musicale (Zagato-Pinton)

Giovedì 23 novembre (San Giobbe, Aula Volpato – Cannaregio 873)
ore 11-13 e 14-16
La creazione di un’entità produttivo/operativa: aspetti artistico-organizzativi.
Crearsi come autore, creare un prodotto (Ambrosini)

 

I DOCENTI:

Claudio Ambrosini: compositore, Leone d’oro di Biennale Musica, direttore artistico dell’Ex Novo Ensemble

Corrado Beldì: direttore artistico di Novara Jazz

Nicola Fazzini: compositore, saxofonista, direttore di XY Quartet, membro di MIDJ, direttore artistico del festival Jazz Area Metropolitana, direttore artistico dell’UniveEnsemble.

Daniele Goldoni: docente di Estetica delle arti, direttore artistico del Musicafoscari-San Servolo JazzFest, dell’Elettrofoscari Ensemble.

Giovanni Mancuso: compositore, docente al conservatorio “Benedetto Marcello”, direttore artistico del Laboratorio NovaMusica.

Ada Montellanico: presidente di MIDJ (Musicisti Italiani di Jazz), cantante, docente al Conservatorio di Rovigo.

Federico Pupo: Direttore Organizzativo di Teatri S.p.A., società strumentale della Fondazione Cassamarca di Treviso, direttore del Teatro Salieri di Legnago, di Asolo Musica, della stagione musicale del Teatro di Monfalcone. Docente di Industria dello Spettacolo e Musica a Ca’ Foscari, Organizzazione dello spettacolo presso il Conservatorio “B. Marcello” di Venezia.

Paolo Troncon: compositore, pianista, Direttore del Conservatorio di Castelfranco Veneto 2010-2016 Presidente della Conferenza dei Direttori dei Conservatori di Musica 2013-2016

Veniero Rizzardi: musicologo, docente di Produzione, Ricezione e Consumo della Musica, Ca’ Foscari, docente presso il MASVIC, Challenge School, Ca’ Foscari, direttore artistico del Centro d’Arte degli Studenti dell’Università di Padova.

Lauso Zagato: Docente di Diritto Internazionale ed Europeo dei Beni culturali, Università Ca’ Foscari – Venezia.

Per info:

Fondazione Università Ca’Foscari
Dorsoduro 3859/A
30123 Venezia
e-mail chiara.causin@unive.it