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Vi presentiamo Andreco & De Castelli srl. e la loro collaborazione vincente

 

Il progetto Artificare / Art&Business procede a gonfie vele, tutti gli artisti sono in questo momento attivi presso le aziende partner, producendo opere frutto della collaborazione tra Arte e Impresa.

Oggi vi presento la coppia Artista-Imprenditore che per prima ha portato a termine la realizzazione di un’opera, sperimentando effetti e conseguenze positive di un dialogo sincero, aperto e costruttivo tra due realtà, artistica e industriale, solo apparentemente distanti. Sto parlando di Andreco e dell’azienda De Castelli Srl.

Andreco, artista di origine romana, ha raggiunto la fama internazionale esponendo a diverse mostre ed eventi in tutto il mondo, portando avanti un percorso personale che fonde ricerca scientifica ed espressività artistica. Questo il suo tratto caratteristico, derivante dall’iniziale formazione: egli, infatti, è dottore di ricerca in Ingegneria Ambientale sulla sostenibilità urbana e ha condotto ricerche post dottorato sui benefici ambientali delle tecnologie verdi urbane in collaborazione con l'Università di Bologna e la Columbia University di New York.
Dal 2000, parallelamente alla formazione scientifica, porta avanti la sua ricerca artistica. Negli ultimi anni le due ricerche, artistica e scientifica, si sono unite in un'unica ricerca multidisciplinare che ha come tema principale il rapporto tra spazio urbano e paesaggio naturale, tra l'uomo e l'ambiente in tutte le sue declinazioni. La formazione pregressa è fondamentale per la sua produzione artistica, con progetti multidisciplinari di arte pubblica che indagano il concetto di sostenibilità nel contesto urbano. Nell’arte egli riconosce un mezzo per comunicare un concetto meno vincolato e più onirico: “l’arte innalza le idee e ne da visioni diverse”.

I lavori prodotti da Andreco sintetizzano i concetti alla base delle sue ricerche in simboli, immagini che vanno a comporre il suo linguaggio visivo e concettuale. Andreco utilizza varie tecniche, dal disegno alla pittura, dalla scultura al video, che nelle esposizioni sono spesso combinate tra loro; realizza installazioni, performance, murales e progetti di arte pubblica a volte supportati da un percorso partecipativo. Come afferma egli stesso “il mio lavoro non si basa mai su una tecnica, è uno strumento per veicolare un concetto. Materiali e mezzi espressivi diversi mi permettono di rendere di volta in volta più forte il mio messaggio”.
La sua attenzione si concentra, inoltre, sulla ricerca di forme: icone e forme minimali, spesso a comporre sequenze solo apparentemente geometriche ma in realtà irregolari, simili ai passaggi di stato della materia.
In questa ricerca il suo percorso è in continua evoluzione, dall’iniziale interesse alle forme antropomorfe e zoomorfe, alla ricerca del minimale con influenze dall’alchimia e dall’arte sacra. Le forme da lui prodotte sono tutte diverse, “vanno contro la logica della catena di montaggio, identica della sua ripetizione, per sovvertire la percezione di chi osserva, mostrando qualcosa di inaspettato”.

L’artista vanta un curriculum notevole, con una fitta produzione di opere sempre attentamente ragionate e pensate in relazione al contesto in cui si trovano. Tra le opere più ambiziose troviamo il progetto itinerante CLIMATE inaugurato nel 2015 a Parigi in occasione della Conferenza COP21 sui cambiamenti climatici.
Il progetto prevede il connubio di arte e scienza con una serie di interventi artistici e conferenze scientifiche volti a sensibilizzare circa le cause dei cambiamenti climatici, legate soprattutto all’azione antropica. L'intero percorso vuole essere un processo partecipativo, così come lo è stato nella sua prima tappa a Parigi.

E’ proprio in occasione di questo incredibile percorso che Andreco e De Castelli si  incrociano ed iniziano la loro collaborazione nell’ambito del progetto Artificare/ Arte&Business, volta alla realizzazione di CLIMATE 04, tappa Veneziana del progetto che riflette sul progressivo innalzamento del livello delle acque che ha causato danni irreparabili alle barene presenti nella laguna, sistemi resilienti tipici del territorio veneziano, importantissimi dal punto di vista ecologico.

Andreco non è nuovo alle collaborazioni con imprese “anche se - ammette - non è sempre facile. Molto spesso la produzione artistica viene percepita come qualcosa di “inutile” perché non ha una funzione immediata”. Tuttavia, tale progetto rappresenta qualcosa di nuovo ed entusiasmante: la possibilità di esplorare, conoscere, sperimentare.

De Castelli è un’azienda situata a Montebelluna, in provincia di Treviso, nata nel 2003 grazie allo spirito innovatore di Albino Celato. In De Castelli convivono due elementi fondamentali: l’industrializzazione e la manualità artigianale. Il perfetto connubio tra design e tecnologia hanno reso possibile, in questi anni, la realizzazione di oggetti sempre più unici, ottenuti per mezzo di un'alta artigianalità, lavorati con scrupolo estremo, dall'idea iniziale fino alla realizzazione finale.

Parlare con Albino Celato è estremamente stimolante, così come la sua concezione dell’arte e della figura dell’artista: “questa è una grandissima opportunità da sfruttare, per andare oltre il pragmatismo del lavoro quotidiano, l’artista può avere molte influenze positive. C’è bisogno di contaminazione e continua interazione per far sì che il connubio arte e produzione funzioni nel migliore dei modi” e conclude “collaborazione e contaminazione nelle visioni di fare prodotto, crescendo nelle aspettative. Dall’artista mi aspetto che illustri la sua ricerca: i lavoratori non devono essere meri esecutori ma devono comprendere a fondo le dinamiche dell’arte, appassionarsi all’opera.

Nonostante De Castelli srl non sia nuova alla collaborazione con artisti, il progetto Artificare è stato accolto con grande entusiasmo e curiosità.

L’opera realizzata in ferro consiste in una struttura aperta di dimensioni notevoli, la cui funzione sarà quella di proteggere un sistema di piante tune tipiche del paesaggio veneziano, al fine di stimolare quesiti ed indurre riflessioni circa le conseguenze dell’azione antropica sulla laguna (a breve arriveranno maggiori informazioni).

A lavoro avviato, entrambi i protagonisti esprimono il desiderio di costruire una collaborazione a lungo termine. “La creatività - racconta Albino Celato - non è e non può essere un’azione temporanea. E’ un’azione continua e, come tale, deve essere coltivata con costanti processi di ricerca e con notevole apertura. Bisogna sempre essere aperti alla sperimentazione, al fare: non parlo solo di me o di determinate figure professionali, ma di tutta l’azienda nel suo complesso.

..e noi non vediamo l’ora di scoprire gli ulteriori esiti di questa nuova, sorprendente, collaborazione!

 

di Denise Bianco