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La Biennale e il suo spirito imprenditoriale

La Biennale è un appuntamento atteso da tutto il mondo culturale e in particolar modo, quando si parla di arti visive, Venezia è subito sotto i riflettori del sistema dell’arte internazionale. Lo scorso 13 maggio c’è stata l’inaugurazione della 57. Esposizione Internazionale d’Arte dal titolo “VIVA ARTE VIVA” curata da Christine Macel, chief curator del Centre Pompidou di Parigi dal 2000.

L’evento, che durerà fino al 26 Novembre 2017, è molto sentito dal mondo dell’arte: sull’agenda degli appassionati il giorno dell’inaugurazione di ogni Biennale a Venezia è cerchiato in rosso ed evidenziato tre volte. Insomma, è assolutamente d’obbligo essere in Laguna in questo periodo. A partire dagli eventi glamour che precedono l’inaugurazione ufficiale: 3 giorni di vernissage, aperture di palazzi storici, cocktail, cene di gala, mostre collaterali e gallerie aperte. Il flusso di persone si ritrova poi all’inaugurazione: un’importante occasione per creare relazioni tra espositori, artisti, galleristi, critici, collezionisti e tutti gli addetti ai lavori.

In questa occasione il ministro dei Beni e delle Attività culturali, Dario Franceschini, ha commentato così l’Esposizione di quest’anno: "E' veramente una bellissima Biennale, che avrà grandi numeri, ne sono assolutamente convinto, che utilizza spazi nuovi, con Paesi nuovi, veramente una cosa di cui l'Italia deve essere sempre più orgogliosa”. Infatti, la Biennale di Venezia, che nasce nel 1895 ed è presieduta da Paolo Baratta dal 2008, è considerata una delle istituzioni culturali più note e prestigiose al mondo. Viene da paragonarla ad un’azienda di successo perché possiamo dire che anche l’istituzione della Biennale possiede uno spirito imprenditoriale in grado di innovare continuamente la propria offerta al pubblico. Per comprendere meglio cosa sia lo spirito imprenditoriale faccio riferimento alla Raccomandazione del Parlamento Europeo del 18 dicembre 2006  che lo descrive come:  “Il senso di iniziativa e l’imprenditorialità concernono la capacità di una persona di tradurre le idee in azione. In ciò rientrano la creatività, l’innovazione e l’assunzione di rischi, come anche la capacità di pianificare e di gestire progetti per raggiungere obiettivi”.

La Biennale di Venezia è innovativa e all’avanguardia, lo si intuisce subito dai numeri: l’edizione 2013, curata da Massimiliano Gioni, supera i 475.000 visitatori e si conferma la più visitata d'Italia battendo un record di visite che durava dal 1974. Questa edizione, la numero 55, dal titolo “Il Palazzo Enciclopedico” è un successo senza precedenti anche per il numero di visitatori under 25 che ha portato Paolo Baratta a definirla la “Biennale degli zainetti”. L’edizione del 2015, curata da Okwui Enwezor, conferma il successo di questa istituzione migliorando nuovamente il record di visite ad oltre 501.000 passaggi ai tornelli.

L’edizione di quest’anno conta 120 tra artisti e collettivi partecipanti, provenienti da 51 Paesi (nel 2013 erano più di 150 artisti provenienti da 38 nazioni. Mentre nel 2015, 136 artisti provenienti da 53 Paesi) La Mostra è affiancata da 85 partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. La Biennale oggi è un marchio di fabbrica che certifica l’opera di un'artista e può avere grande influenza sulla sua carriera futura. Così, Il passaggio in Biennale, vuol dire soprattutto profitto. Gli artisti contano fino al 30% in più nelle valutazioni delle opere all’asta, e i Leoni alla Carriera hanno ancora più peso. Per quanto riguarda i costi, l’organizzazione della Biennale Arte 2017 necessità di 13 milioni di euro, che provengono per oltre il 90% dall’autofinanziamento; cifra considerevole che raggruppa royalties, donazioni, biglietteria.

Il giro di affari che si crea intorno alla Biennale è enorme, quasi 30 milioni di euro, con un grande impatto sulla città di Venezia e su tutta la collettività. Ristoranti e alberghi sono i primi che riscontrano un aumento degli incassi, poi ci sono gli introiti (fino a 50 mila euro al mese) generati dall’utilizzo di palazzi, chiese e spazi cittadini a fini espositivi. Partecipare alla 57. Esposizione Internazionale d’Arte è un investimento ingente che non tutti i Paesi si possono permettere, ma a cui nessuno vuole rinunciare. Segno che la portata dell’evento è grande e i benefici che ne derivano sono altrettanti.

Un business che funziona viene “copiato” in fretta. Ed è proprio questo quello che accade: oggi le biennali nel mondo sono proliferate, soprattutto in oriente che, visti i successi della manifestazione veneziana, cercano di replicare nei loro Paesi.

In conclusione possiamo dire che il sistema Biennale è rodato e di successo, ma che ha anche la capacità di non adagiarsi sui trionfi passati guardando sempre al futuro per rinnovarsi e migliorarsi ad ogni edizione. Una vera opportunità per artisti, galleristi, critici, collezionisti, committenti e in generale per tutto il panorama dell’arte mondiale. Aspettiamo Novembre per tirare le somme sui profitti della 57. Esposizione Internazionale d’Arte, ma i presupposti per una buona riuscita sono molti.

di Beatrice Tabellini