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Intervista a Silvia Ferri de Lazara, Property Manager di Villa dei Vescovi

In occasione dell’Action Research che vede coinvolti Cultour Active e Alfred Agostinelli, abbiamo intervistato Silvia Ferri de Lazara, Property Manager di Villa dei Vescovi, un bene FAI immerso nei colli Euganei a pochi chilometri da Padova. È in questa splendida cornice, infatti, che si sta concretizzando il progetto di ricerca “Artificare” promosso da Università Ca’ Foscari e IUAV: la sinergia tra azienda e artista, in questo caso, è mirata a creare una nuova esperienza di visita per la Villa. Il FAI, Fondo Ambiente Italiano, è la più grande fondazione nazionale di protezione e tutela del patrimonio artistico e naturalistico italiano. Ad oggi conta 58 beni in tutta Italia, ed ognuno possiede la propria identità, storia ed esigenze di tutela e valorizzazione.
 
Come è iniziata la relazione tra Cultour Active e Villa dei Vescovi?
“La nostra relazione con Cultour è iniziata grazie a ‘Taste the Past’, progetto mirato a recuperare le memorie enogastronomiche del territorio euganeo (il cui primo evento, a tema “Le marasche”, è in programma per l’8 luglio, ndr)”. La Villa, infatti, che a breve celebra il sesto anno di apertura, sta ricercando nuove modalità di presentazione dei propri contenuti, storia e tradizioni. Le competenze del team Cultour mirano a valorizzare l’immenso patrimonio di Villa dei Vescovi, e ora, grazie al progetto Art and Business, si sta valutando l’inserimento di nuovi percorsi di visita in chiave contemporanea.
 
Chi è, dunque, il pubblico di Villa dei Vescovi?
“Storicamente, il pubblico di Villa sono ‘i colti’, che in epoca Rinascimentale erano le persone che amavano muoversi e scoprire luoghi e paesaggi e monumenti dal punto di vista culturale”. L’identità della Villa, dunque, si ricollega al concetto di otium creativo, concetto colto e non sempre popolare, pensato per chi ricerca nella bellezza e serenità del contatto con la natura un momento di arricchimento e distacco dalla frenesia di tutti i giorni. Ancora oggi, visitatori, turisti, e amanti delle bellezze d’Italia amano immergersi in questo luogo ricco di storia e tradizioni. “Nei piani di valorizzazione della proprietà - continua Silvia - diamo la priorità alla la riscoperta di questa identità, e miriamo a farla coincidere con l’offerta proposta ai visitatori.” La crescita ed il successo che Villa ha riscontrato in questi ultimi anni deve quindi inserirsi in coerenza con questa linea programmatica. La sfida, dunque, è quella di mantenere intatta l’identità originaria ma allo stesso tempo aprirsi al pubblico che sempre più in gran numero – sono 42000 i visitatori annui – comincia ad amare questi luoghi.
 
Che ruolo svolge una Property Manager?
“Questo termine, un po’ inglese e un po’ tecnico, altro non sottintende che una figura di direzione museale. Le mie tre mansioni principali, infatti, sono valorizzazione, sviluppo e tutela della Villa. Oltre alla sostenibilità organizzativa, economica, strategica e finanziaria, anche una parte di cura e tutela, per fornire un programma culturale e creativo”. In questa figura professionale si cela quindi un chiaro esempio della doppia anima che compone il progetto Art and Business.
 
Quale è la sua visione per la Villa?
“Il nostro primo obiettivo riguarda la valorizzazione del parco, il bròlo, e delle aree naturali circostanti la Villa in linea con l’idea fondante di azienda agricola propria delle ville venete, in cui architettura e natura si fondono inscindibilmente. Secondariamente, sto lavorando affinché Villa dei Vescovi diventi un fulcro culturale per la nostra regione. Il Veneto è pieno di Ville, ma Villa dei Vescovi, per il suo passato e per la sua affiliazione FAI, ha tutte le carte in regole per raggiungere un posizionamento culturale importante”.
di Benedetta Baron